DIECI NUOVI DUVALIUS DEL LAZIO (COLEOPTERA, CARABIDAE)

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Augusto Vigna Taglianti *
Paolo Magrini
(*) Corresponding Author:
Augusto Vigna Taglianti | augusto.vignataglianti@uniroma1.it

Abstract

Dieci nuovi taxa del genere Duvalius Delarouzée, 1859 sono descritti del Lazio, risultato di oltre trent’anni di ricerche in grotte o nell’ambiente sotterraneo superficiale. Quattro specie appartengono al “gruppo franchettii”, che comprende specie eucavernicole ad elevato livello di specializzazione troglomorfa, caratterizzate da dimensioni medie o grandi, due sole setole discali elitrali, tempie glabre, tegumenti glabri, lamella copulatrice costituita da un solo pezzo, sempre priva di fanero mediano impari. Duvalius auruncus n.sp., nota di una cavità dei Monti Aurunci centrali, è ben riconoscibile per le appendici allungatissime (è la più “afenopsiana” delle specie italiane) e per la lamella copulatrice piuttosto corta e subparallela, con apice poco ristretto ed asimmetrico, accorciato sul lato sinistro. Duvalius ausonicus n.sp., nota di alcune grotte dei Monti Ausoni sud-occidentali e nord-occidentali, è simile a D. lepinensis Cerruti, 1950, ma ben riconoscibile per la lamella ampia alla base, con apice stretto, allungatissimo e ricurvo. Duvalius dattii n.sp. della Grotta di Bellegra (Montagna di Roiate) viene separata da D. franchettii (Luigioni, 1926), dei Monti Simbruini, con cui era finora confusa, per la morfologia dell’edeago e soprattutto della lamella, più breve e massiccia. Duvalius avoni n. sp., di una grotta dei Monti Simbruini, si distingue per il maggior grado di specializzazione, le dimensioni maggiori, e soprattutto per la lamella, più lunga, massiccia, subparallela, con apice evidenziato e rialzato. Tre specie sono da riferire al “gruppo cerrutii”, che comprende specie dell’ambiente sotterraneo superficiale o cavernicole, a medio livello di specializzazione morfologica, caratterizzate da dimensioni generalmente medie o piccole, più di due setole discali elitrali (normalmente da tre a otto), tempie con brevi setole, tegumenti pubescenti, lamella copulatrice spesso con fanero mediano impari basale. Duvalius latellai n.sp., nota solo di una grotta di bassa quota presso San Giovanni Incarico, si distingue per avere due sole setole discali elitrali e la lamella corta, tozza, ad apice arrotondato, priva di fanero impari. Duvalius franziniorum n.sp. è specie endogea e dell’ambiente sotterraneo superficiale (MSS), occasionalmente cavernicola, dei Monti Lepini (Monte Semprevisa, Monte Gemma, Monte Lupone), simile a D. bastianinii Magrini, 1998, ma ben riconoscibile per la lamella più corta, a doccia con apice asimmetrico (accorciato a destra), costituita da due faneri laterali riuniti all’apice, priva di fanero impari. Duvalius nardii n.sp., di grotte con acque sulfuree dei Monti Lepini sud-occidentali (Monte Acquapuzza), si riconosce per la lamella corta, robusta e ben sclerificata, in visione ventrale a forma di doccia con apice asimmetrico (accorciato a destra), costituita da due corti e robusti lobi laterali uniti da una lamina arcuata, priva di fanero impari. Una specie, Duvalius lydiae n.sp., nota di una sola grotta dei Monti Aurunci orientali, apparentemente riconducibile al gruppo cerrutii per il livello medio di specializzazione morfologica, le dimensioni medio-piccole, le due o tre setole discali elitrali, le tempie fortemente setolose, appare però ben caratterizzata da peculiari apomorfie (numerose e lunghe setole foveolate su capo, pronoto ed interstrie elitrali; lobo mediano dell’edeago con una convessità ventrale; lamella copulatrice con torsione della porzione distale sul proprio asse), per cui viene isolata nel nuovo “gruppo lydiae”. Infine, due taxa, Duvalius virginiae marinae n.ssp. e Duvalius brandmayri n. sp. rientrano nel “gruppo straneoi”, che comprende specie a medio livello di specializzazione morfologica, caratterizzate da dimensioni piccole o medio-piccole, con due sole setole discali elitrali, tempie glabre, tegumenti glabri, lamella copulatrice costituita da due faneri laterali simmetrici, saldati insieme alla base, e fornita di un fanero mediano impari. Il primo taxon, di una grotta dei Monti Sabini, va considerato sottospecie distinta di Duvalius virginiae Magrini, Vanni & Cirocchi, 1996, finora nota di due sole cavità dei Monti Martani nell’Umbria meridionale, inclusa nel “sottogruppo cirocchii”. Le due popolazioni, umbra e laziale, differiscono leggermente per la diversa forma del lobo mediano dell’edeago e della lamella copulatrice, con faneri più larghi a livello apicale in virginiae. La seconda specie, endogea e perinivale del Monte Terminillo, è molto simile a D. straneoi Jeannel, 1931 (“sottogruppo straneoi”) del Monte La Pelosa, ma si distingue per la morfologia dell’edeago, con lobo mediano più breve e robusto e lamella più piccola, con doccia più stretta.

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